Lettera a O.

scritto da molly
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Testo: Lettera a O.
di molly

Ora che sono un millesimo più serena, e mi sono sfogata, liberata, o meglio dire, confessata, sono riuscita a guardare all'epilogo della nostra relazione con una più o meno lucida rassegnazione.
Ho analizzato ogni scenario, e tutti portavano alla stessa fine, se non peggiore.
Il primo: se mi fossi tenuta tutto dentro. Se mi fossi tenuta tutto dentro tu non saresti ancora tornato in città, o meglio, lo saresti stato tra dieci, quindici o chissà quanti giorni. L'ansia di me ti ha spinto a tornare molto prima di quanto ci aspettassimo. Io in quell'arco aggiuntivo di tempo avrei continuato a odiare me stessa, e avrei vissuto nell'eterna ansia, e ti avrei continuato a odiare ogni giorno di più, per non parlare della rabbia interiorizzata che mi avrebbe accompagnata come un'ombra per sempre.
Il secondo: se tornassi con te ora che sei tornato. Se io facessi un errore del genere innanzitutto mancherei di rispetto a me stessa, a come sono stata in questi mesi, sarebbe un tradimento alle confortanti ore di sonno che ho fatto in queste giornate, ai piccolissimi passi quotidiani che ho fatto verso una serenità che da tempo mi mancava. Tu mi avresti amata moltissimo, per una, due, tre settimane, e poi? Alla prossima discussione io sarei di nuovo crollata. A un'altra distanza mi sarei buttata giu dal balcone. A un altro ignorarmi inconsapevolmente mi sarei odiata per essermi rimessa con te.
Io per ora di te voglio solo l'amore. Non voglio una relazione perchè mi hai ferito, io ti ho ferito, tu non c'eri, io ci sono stata troppo, tu hai sofferto moltissimo per la tua salute cigolante, io non avevo più forza rimanente per portarmi sulle spalle il peso di due anime, la mia e la tua.
Sono stati degli anni bellissimi, ricordo ancora il primo giorno che ti ho incontrato quattro anni fa, e gli appassionati baci, un po' sparsi nel tempo, scambiati per altri due anni, fino a diventare amanti nell'anno bisestile e fidanzati in questi ultimi 15 mesi. Ma adesso io sono stanca.
Mi porterò dentro per sempre la felicità di questo periodo, quanto ci siamo amati, quanto sei riuscito a sopportare di me, tutte le lacrime e tutti i sorrisi che ho scambiato e condiviso con te. Vorrei che il mondo esterno si fermasse e non esistesse lavoro o università o doveri nella vita, e starei con te in una spiaggia, e buttarmi con te a mare alle dieci di sera, e stringerti fortissimo fino a non lasciarti mai, e ti bacerei fino a sfaldarmi le labbra, a perdere la saliva, anestetizzarmi la faccia. Ma io sono tormentata dalla vita esterna, molestata da quella interna, mentre tu sei solo lì che vivi alla giornata e tenti di sopravvivere.
Poche persone ho amato al mondo come amo te, l'affetto che provo è fuoriscala, la rabbia di doverci lasciare andare e di dovermi curare lo spirito da sola mi dà una paura assurda e, ironicamente. l'unico da cui vorrei essere confortata sei tu. Sei sempre stato tu. Magari un giorno vivrai meno da ragazzino, e io vivrò più da donna, e ci riincontreremo e riusciremo a fare qualcosa di tutto questo amore, anche se probabilmente staremo già con persone ben diverse.
Odio doverti lasciare andare, ma se non ho amore per me stessa vuol dire che ho odio per me stessa, e se tu non hai amore per il tuo futuro vuol dire che non hai amore per il nostro futuro, e una relazione senza stima e senza futuro ha solo due persone che si abbracciano in un mondo che riescono a vedere solo loro.
Orazio, ti amo tanto, se tu fossi qui mi staresti dicendo la stessa cosa, avrei tanto voluto un futuro diverso per noi, ma è andata così. Ce ne faremo una ragione. Una confusa, amara, tristissima ragione.

Lettera a O. testo di molly
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